Un’opportunità
per il territorio

IL BIOMETANO A SAN PAOLO DI CIVITATE

La Biometano San Paolo Srl sta realizzando un impianto per la produzione di biometano, una risorsa energetica al 100% rinnovabile e sostenibile. È considerata tale perchè deriva dalla trasformazione di scarti e sottoprodotti organici di origine agricola e agroindustriale. A differenza del metano di origine fossile, il suo utilizzo non introduce nuova anidride carbonica nell’atmosfera, ma si limita a rimettere in circolo quella già assorbita dalle biomasse durante la loro crescita, risultando a impatto zero.

Il progetto nasce in stretta connessione con la vocazione agricola del territorio. Tutte le 61.000 tonnellate di biomassa necessarie per il funzionamento dell’impianto saranno fornite da aziende locali. La maggior parte dei fornitori si trova entro 12 km dall’impianto (il resto entro 50 km), costituendo un modello virtuoso di economia circolare.

Il 68% della biomassa proverrà dalla sansa di olive prodotta dai frantoi del territorio, il resto sarà composto da scarti orticoli, insilati ed effluenti zootecnici, così che i residui e i sottoprodotti utilizzati siano trasformati da costo a risorsa. L’impianto prevede un sistema di digestione anaerobica in ambienti chiusi, che impedirà la diffusione di odori, a differenza delle attuali pratiche di gestione del letame utilizzato per la fertilizzazione dei terreni.

Il digestato, prodotto finale del processo di lavorazione, non è un rifiuto, ma un fertilizzante naturale che migliora la fertilità del suolo e riduce l’uso di concimi chimici. La società Biometano San Paolo Srl cederà gratuitamente il digestato agli agricoltori che ne faranno richiesta, oltre a contribuire ai costi di trasporto e distribuzione.

L’impianto impiegherà le migliori tecnologie disponibili. In Italia esistono già numerosi impianti a biometano, che dimostrano come questa tecnologia in piena crescita, sia sicura per l’ambiente e per la popolazione.

La sua capacità produttiva è di 380 Smc/h, circa il 25% in meno rispetto alla media degli impianti a biometano costruiti o in procinto di essere costruiti in Capitanata.

COS’È IL BIOMETANO?

Il biometano è gas metano prodotto in modo biologico e 100% da fonti rinnovabili; deriva dal processo di purificazione (upgrading) del biogas (miscela di metano e anidride carbonica) ottenuto dalla digestione anaerobica di prodotti e sottoprodotti agricoli, agroindustriali e di reflui zootecnici.

Il biometano è gas metano con caratteristiche del tutto analoghe a quello di derivazione fossile, ma diversamente da quest’ultimo è ottenuto in modo ecologico e innovativo: è un prodotto del territorio, utile per il suo uso per l’autotrazione e per i consumi domestici.

La digestione anaerobica di matrici agricole produce, oltre al biometano, un importante sottoprodotto, il digestato: un fertilizzante naturale che impiegato sui terreni agricoli, incrementa la sostanza organica, aumenta la produttività, riduce il ricorso a fertilizzanti chimici e quindi riduce i costi di produzione.

PERCHÈ IL BIOMETANO?

Le attività agricole e agroindustriali generano quantità significative di residui e di scarti organici di diversa tipologia, che spesso non hanno un valore economico, oltre a rappresentare un costo per il loro smaltimento.

L’utilizzo di questi scarti per la produzione di biometano, non solo azzera i costi di smaltimento, ma ne consente anche una valorizzazione economica, a beneficio degli imprenditori agricoli e agroalimentari.

L’impianto attiva così un sistema di economia circolare, contribuendo alla transizione ecologica e alla diminuzione della dipendenza di gas dall’estero.

Matrici utilizzate
Sansa (da estrazione a due fasi) 68%
Effluenti zootecnici (pollina, letame) 15%
Scarti di ortaggi (da magazzino) 12%
Coltivazioni dedicate (trinciati di cereali) 5%

BENEFICI PER IL TERRITORIO

Un impianto per la produzione di biometano genera ritorni positivi a livello locale.

Per il settore agricolo: i residui organici degli allevamenti, dei frantoi e delle coltivazioni orticole troveranno nell’impianto una collocazione certa a prezzi concordati.

Il digestato, che potrà essere ritirato gratuitamente dagli agricoltori, migliora la fertilità dei terreni e ne aumenta la capacità di ritenzione idrica.

Per l’occupazione: l’impianto a regime creerà nuovi posti di lavoro stabili: 3 o 4 addetti diretti per la gestione delle biomasse e la manutenzione ordinaria, e 8 o 9 operatori dell’indotto per il trasporto della biomassa e la gestione del digestato.

L’IMPIANTO SARÀ SICURO E INODORE

Non si diffonderanno odori sgradevoli grazie alle soluzioni tecniche che verranno adottate in ogni fase.

  • 1
    I trasporti delle biomasse maleodoranti sono effettuati con autobotti o cassoni chiusi.
  • 2
    Il processo di digestione anaerobica avviene in ambiente chiuso ermeticamente e abbatte gli odori delle materie prime trattate.
  • 3
    Il digestato prodotto, quasi completamente privo di odori, viene stoccato in ambienti chiusi prima di essere ritirato dagli agricoltori.

IL PROCESSO DI PRODUZIONE

La produzione di biometano si basa su un processo naturale che genera energia rinnovabile. Questo processo noto come digestione anaerobica, è una “fermentazione” in assenza di ossigeno che avviene in ambienti ermeticamente chiusi, attraverso il quale il materiale organico viene trasformato in biogas.

Nella successiva fase di upgrading, ovvero di passaggio da biogas a biometano, la miscela di gas viene depurata rimuovendo solidi e gas in sospensione tramite processi quali filtrazione fisica, desolforazione, deumidificazione e filtrazione su carboni attivi.

L’unica sostanza che viene rilasciata in atmosfera è l’anidride carbonica, utile per la crescita dei vegetali (tanto da essere utilizzata nelle colture in serra).

La  stessa  CO2 sarebbe comunque tornata in atmosfera per effetto della naturale degradazione della biomassa, se questa non fosse stata utilizzata nella digestione anaerobica.

Le altre emissioni dell’impianto sono considerate trascurabili dalle norme di settore.

TRAFFICO:
MINIMO E GESTITO

Il flusso di mezzi di trasporto, che escluderà il centro abitato, è mediamente inferiore a 2 automezzi all’ora (circa 20 al giorno), con un lieve incremento soltanto nei due mesi di ritiro della sansa dagli oleifici (da metà ottobre a metà dicembre).

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“Il nostro obiettivo è costruire un futuro sostenibile insieme al territorio, attraverso un progetto che generi crescita economica, tutela ambientale e nuove opportunità per l’Alto Tavoliere”
Biometano San Paolo Srl.